messaggio di Avvento per gli amici del centro universitario

Quando giunge il tempo dell’incontro con Lui, ed è questo ed è ogni momento, non basta più cercarlo nelle piazze o nelle mense, nelle strade o nelle aule, occorre raggiugerlo attraverso la porta stretta dove si passa uno ad uno. Questa, sì, è la porta della semplificazione, perché il suo attraversamento richiede uno spogliamento fino all’essenziale, esige la nudità della coscienza, quella del tu per tu, del solo a solo! Non l’insieme fusionale, ma la responsabilità individuale: invito alla mensa della condivisione che si fa sevizio della lavanda dei piedi, uno/a ad uno/a, con cura individuale, lenendo le ferite del cammino di chi ci sta a fianco con olio e vino, dolcezza della consolazione e spazio di nuova speranza.

Semplificazione è allora tornare alle origini per riscoprire quel – solo con Dio – che è radice di solidità interiore e che senza escludere la vita di condivisione e di fraternità è sempre l’ideale della vita cristiana, la sola alternativa alla martirya dell’oblazione del corpo.

Anche la sentinella monta la guardia da sola, quando si tratta di darsi tutta a quello scrutare l’orizzonte anelando alla venuta del salvatore della città. Non è questa solitudine dello sguardo che attende il Suo volto, ma il suo più alto sevizio alla fraternità. Poi ci sarà l’annuncio, ma per non dare tregua all’eventuale tentazione di individualismo che tocca un po’ tutti, è sufficiente ricordare e affidarsi a Maria, porta dell’Avvento, che permette a tutti di vegliare e di sentirsi figli di Dio che non tarda ad arrivare.

Buon Cammino di Avvento